Esplorando i legami tra la cultura romaní ed il campo della traduzione

Translation Romani ha deciso di mantenere l'uso del termine Romani per tutte le versioni linguistiche di questa website, includendo e riferendosi sia alla lingua sia alle popolazioni di tutte le diverse comunità etniche del mondo come per esempio le comunità Roma, Sinti, Manuš, Calé, Romanichal, Kalé, e tante altre. Per ulteriori spiegazioni leggere per favore gli importanti commenti esplicativi dei nostri traduttori e le traduzioni attualmente in uso ai diversi livelli locali, nazionali e regionali.

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Translation Romani
Esiste un romaní standard?

Una lingua standard conferisce uno status particolare ad una delle varianti di una lingua. Tende ad essere ampiamente adottata attraverso l’istruzione ed i dizionari, i libri di grammatica e le pubblicazioni. È spesso associata ad un prestigio politico o sociale. Nel caso di molte lingue del mondo, è la creazione delle moderne nazioni che tipicamente conferisce uno status ufficiale ad una o più lingue esistenti all’interno dei confini nazionali.  Tali lingue diventano in seguito standard attraverso l’approvazione governativa, l’adozione da parte delle istituzioni ed i programmi di studio. Tuttavia, i parlanti romaní risiedono in molte diverse nazioni e regioni del mondo, e non hanno un territorio indipendente o una nazione che possa fornire l’infrastruttura ed i mezzi per sostenere politicamente, legalmente e finanziariamente la loro lingua e la loro cultura. Per questo motivo, taluni propongono di classificare e sostenere il romaní come una lingua "non-territoriale", ad esempio attraverso la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e lo Statuto-quadro del popolo rrom nell’Unione Europea. Altri cercano sostegno attraverso associazioni ed organizzazioni romaní internazionali e locali. Di conseguenza, la standardizzazione del romaní sta avvenendo in modi diversi ed in varie condizioni. I processi di standardizzazione, normalizzazione e codifica, tutti parte delle tipiche iniziative nella pianificazione di una lingua, sono tuttora in corso. Allo stesso tempo, i parlanti dei dialetti comunicano tra loro adattandosi a condizioni e contesti linguistici e situazionali diversi, a volte attraverso l’uso di vocaboli di altre lingue.

La standardizzazione della grammatica romaní, così come del suo lessico e del suo alfabeto, pone difficoltà uniche che ostacolano l’emergere di una lingua standard. Queste difficoltà hanno origini storiche. La linguistica storica ha infatti determinato che il romaní è una lingua che ha più di mille anni. I popoli romaní condividono un’eredità linguistica e culturale comune, ma che si è diversificata notevolmente nel corso dei secoli in seguito al contatto con altre popolazioni. Quasi 80 dialetti condividono 700-900 elementi lessicali di base di origine indiana e pre-europea. Le più grandi differenze di vocabolario tra i dialetti si riscontrano negli elementi lessicali acquisiti dopo l’inizio delle migrazioni in Europa (quattordicesimo – quindicesimo secolo). A seconda del grado di contatto con lingue non-romaní, questi elementi lessicali nei diversi dialetti possono talvolta essere reciprocamente incomprensibili. Alcune iniziative moderne propongono di coniare nuovi termini basati sulle lingue indiane ancestrali. Altri cercano di raggruppare i dialetti locali in un dialetto regionale più ampio, ad esempio da usarsi nei Balcani. Altri ancora si basano su uno dei dialetti più diffusi come il Kalderaš e aggiungono un vocabolario internazionale spesso con radici nel lessico della lingua inglese. L’adozione di un alfabeto standard è difficoltosa, in parte a causa del fatto che le comunità romaní in vari luoghi del mondo tendono ad utilizzare gli alfabeti indigeni delle regioni che li ospitano. Molti romaní istruiti attualmente comunicano, scrivono email e partecipano a forum online utilizzando un’ortografia basata su un alfabeto latino, in molti casi influenzata dall’inglese moderno. Altri utilizzano il Courthiade Unification Model, che cerca di conciliare tutte le maggiori varianti dialettali attraverso un alfabeto “meta-fonologico”.

Bibliografia:

Courthiade, Marcel and Alain Reyniers (eds), "Langue et culture: approche linguistique", Études tsiganes, Vol. 2, No. 22, Paris: Études tsiganes, 2005.

Hancock, Ian (1995), A Handbook of Vlax Romani, Columbus: Slavica Publishers, Inc.

Hancock, Ian, "Issues in the Standardization of the Romani Language: An overview and some recommendations", RADOC, retrieved on 4 Sept 2011 at http://www.radoc.net/radoc.php?doc=art_c_language_recommendations&lang=en&articles=true

Hancock, Ian, "Language Corpus and Language Politics: The Case of the Standardization of Romani", RADOC, retrieved on 4 Sept 2011 at http://www.radoc.net/radoc.php?doc=art_c_language_standardization&lang=en&articles=true

Karanth, Dileep (ed), Danger! Educated Gypsy. Selected Essays. Ian Hancock, Hertfordshire: University of Hertfordshire Press, 2010.

Matras, Yaron (2002), Romani. A Linguistic Introduction, Cambridge: Cambridge University Press.

 


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Una parola romaní a caso Other Romani Word
Vesolo sim te dikhav tut (Kalderash)
Šukar te dikhav tut|Lačhe te pindžarav tut (Gurbeti)
Me losshav, hoj maladyilem tusa. (Lovari)
Baxtalo sem so arakljam amen (Xoraxane)
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